MEDICAL, il POLIAMBULATORIO LIFE utilizza apparecchiatura ecografica digitale di ultima generazione, dotata di sonde ad alta frequenza dedicate allo studio degli organi superficiali (tiroide, mammella, muscoli, articolazioni ecc..), endocavitarie per lo studio dell’utero, della prostata ecc.. e sonde vascolari per lo studio delle arterie, delle vene e del cuore.

Si eseguono:

  • ECOGRAFIA INTERNISTICA
  • ECOGRAFIA GINECOLOGICA
  • ECOGRAFIA OSTETRICA
  • ECO-COLOR DOPPLER
  • ECG
  • ORTOPANTOMOGRAFIA

L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva, indolore, non dannosa per il corpo umano,

che utilizza onde sonore ad alta frequenza, gli ultrasuoni, per ottenere immagini dei tessuti molli superficiali e degli organi interni del corpo. 

Oggi è considerato l’esame più efficace ed indispensabile per supportare una diagnosi clinica.

A che cosa serve l’ecografia?

L’esame ecografico viene utilizzato per visualizzare la maggior parte degli organi interni del corpo come: cuore, aorta, arterie e vene, fegato, vie biliari, colecisti, pancreas, milza, reni, vescica, genitali interni maschili e femminili, tiroide e paratiroidi, tendini, muscoli.

Come si svolge l’ecografia?

Nel caso di un’ecografia esterna, sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’organo che si va a studiare viene applicato un gel al fine di migliorare il contatto con la sonda che invia gli ultrasuoni all’apparecchio.

Durata dell’ecografia

La durata dell’ecografia è legata alla motivazione diagnostica per cui viene prescritta, ed è mediamente di 15/20 minuti.

Per alcuni esami ginecologici o per l’esame della prostata, può essere necessario inserire una sonda dedicata all’interno della vagina o del retto.

La maggior parte degli esami ecografici sono indolori. Se l’esame viene effettuato su una zona infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più intensa.

Norme di preparazione dell’ecografia

Per molti esami ecografici non è prevista alcuna preparazione mentre per altri è necessario osservare alcune prescrizioni indicate dal medico specialista.

Controindicazioni dell’ecografia

L’esecuzione dell’ecografia non presenta alcuna controindicazione.

Indaga il fegato e i suoi vasi, le vie biliari, la cistifellea (o colecisti).

A cosa serve?

L’ecografia epatica e delle vie biliari serve principalmente a studiare l’anatomia del fegato e delle vie biliari, al fine di confermare o escludere sospetti diagnostici di patologie croniche, come la cirrosi epatica, o di forme tumorali benigne o maligne epatiche.

L’esame ecografico epato-biliare è la tecnica più utilizzata per la ricerca di calcoli o di altre anomalie a carico di vie biliari e cistifellea.

Norme di preparazione 

Per sottoporsi all’ecografia epatica e delle vie biliari il paziente deve osservare il digiuno nelle 5-6 ore precedenti l’esame. È concesso bere acqua naturale.

Studiare ed esaminare il pancreas, i suoi dotti e le strutture vascolari connesse.

A cosa serve ?

L’ecografia pancreatica serve a verificare se esista una patologia a carico del pancreas. Nello specifico, l’ecografia pancreatica permette di evidenziare la presenza di cisti, infiammazioni acute e croniche (pancreatiti) e neoformazioni di natura benigna o maligna. È particolarmente utile nel follow up delle neoformazioni benigne.

Con questo esame è possibile anche evidenziare eventuali problemi alle vie biliari come dilatazioni, calcoli e tumori.

Norme di preparazione dell’ecografia pancreatica

Per poter effettuare l’ecografia pancreatica è molto importante che il paziente osservi il digiuno nelle 8 ore precedenti l’esame. Può essere utile una dieta leggera nei due giorni precedenti l’esame, per ridurre al minimo la distensione del colon. È concesso bere acqua naturale.

Studia gli organi dell’apparato urinario, in primo luogo i reni, le vie urinarie e la vescica, ma anche altri organi ad essi contigui o connessi (ghiandole surrenali, retro peritoneo, prostata, ecc.).

A cosa serve ?

L’ecografia renale/apparato urinario serve a studiare volumetria e morfologia renali e ad individuare la presenza di eventuali patologie organiche, quali malformazioni, cisti, tumori, calcoli.

Nel caso di coliche renali è spesso possibile documentare la presenza e la sede di calcoli ureterali. Nel caso di ematuria (sangue nelle urine) è generalmente possibile escludere la presenza di anomalie delle vie urinarie o di patologie tumorali a carico di reni e vescica. In pazienti affetti da ipertrofia prostatica è possibile inoltre valutare la volumetria e la morfologia prostatica e quantificare un eventuale ristagno urinario post-minzionale.

Nell’ecografia renale/apparato urinario il paziente viene valutato in posizione supina, talora anche sul fianco o in posizione prona. 

Norme di preparazione 

L’ecografia renale/apparato urinario richiede una preliminare moderata distensione vescicale, ottenibile astenendosi dalla minzione per 3-5 ore prima dell’esame (a seconda delle proprie abitudini) oppure bevendo circa mezzo litro di acqua dopo avere svuotato la vescica circa 2 ore prima dell’orario dell’esame.

È preferibile una dieta leggera nelle 4-6 ore precedenti l’esame.

Consente di visualizzare su un monitor la morfologia e lo stato di salute degli organi genitali interni femminili. Si tratta di un esame sicuro, preciso e non invasivo.

A cosa serve ?

E’ un esame che viene richiesto di routine insieme alla visita ginecologica per valutare l’apparato genitale interno femminile. Permette anche di diagnosticare le patologie benigne e maligne dell‘ovaio, le patologie dell’endometrio e la presenza di fibromi uterini.

L’ecografia transvaginale è l’esame utilizzato nelle gravidanze iniziali per diagnosticare la gravidanza intrauterina o eventuali localizzazioni extra uterine.

Come si svolge?

L’ecografia transvaginale si svolge con l’introduzione nella vagina di una piccola sonda – ricoperta da un profilattico in lattice (per motivi d’igiene) e lubrificata con un gel – che emette onde sonore a elevata frequenza (del tutto innocue per la salute) che, riflesse dai tessuti che incontrano, attraverso l’elaborazione di un apparecchio computerizzato, permettono la visualizzazione su un monitor delle regioni anatomiche studiate. Non è un esame fastidioso o doloroso.

Norme di preparazione 

L’ecografia transvaginale deve essere svolta preferibilmente a vescica vuota. L’esecuzione di questo esame avviene nella stessa posizione che la paziente assume per la visita ginecologica.

Controindicazioni 

È consigliato effettuare l’ecografia transvaginale non in presenza del ciclo mestruale.

Vede e studia l’apparato genitale maschile.

A cosa serve ?

L’ecografia testicolare (scrotale) serve ad individuare patologie legate all’apparato genitale maschile tra cui:

  • il varicocele, dilatazione delle vene testicolari, con conseguente iper-afflusso di sangue all’interno dei testicoli;
  • l’orchite, infiammazione acuta di uno o di entrambi i testicoli;
  • l’idrocele, presenza eccessiva di liquido all’interno delle borse scrotali;
  • la torsione del testicolo, che può comportare un’occlusione dei vasi sanguigni che portano sangue al testicolo, con conseguente ischemia di quest’ultimo;
  • lo speratocele, dilatazione dei tubuli che si trovano negli epididimi (i canali che trasportano gli spermatozoi dal testicolo verso la prostata), che può determinare una riduzione del numero degli spermatozoi.

L’ecografia testicolare (scrotale) permette anche di diagnosticare la presenza di un tumore testicolare.

Nel corso dell’ecografia testicolare (scrotale) il paziente viene valutato in diverse posizioni, sdraiato e in piedi. Dopo aver applicato una piccola quantità di gel sulla pelle del paziente, nelle borse scrotali e nelle regioni limitrofe, il medico appoggia e muove, sulla parte anatomica in esame, una sonda collegata all’apparecchiatura ecografica, in grado di produrre sezioni anatomiche fedeli delle strutture esaminate.

L’esame non è invasivo e non comporta rischi per il paziente.

Norme di preparazione 

Nessuna

L’esame è eseguito dal Medico Radiologo e dall’Urologo

Permette al medico lo studio e l’analisi dei vari organi quali fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni.

L’esame viene richiesto al fine di valutare la maggior parte delle patologie che interessano l’addome e per avere un’immagine generale dello stato di salute dei suoi organi.

Norme di preparazione 

Per poter effettuare l’ecografia dell’addome completo è necessario:

  • il giorno precedente l’esame: seguire una dieta alimentare leggera;
  • il giorno stesso dell’esame: essere a digiuno da cibi solidi da circa 5/6 ore senza però sospendere eventuale terapie; è consentita una normale idratazione con acqua naturale.

Per una corretta valutazione della vescica e del basso addome, è opportuno presentarsi all’esame con la vescica moderatamente distesa. Si consiglia quindi di non urinare nelle 3 -5 ore precedenti l’esame (a seconda delle proprie abitudini) oppure, dopo avere urinato circa 2 ore prima dell’esame, bere 2 bicchieri di acqua naturale per ottenere la giusta distensione vescicale.

Come si svolge l’ecografia addome inferiore?

Durante l’ecografia addome inferiore il paziente è invitato a sdraiarsi in posizione supina.

Dopo aver applicato una piccola quantità di gel sulla superficie cutanea dell’addome inferiore, il medico appoggia e muove, sulla area anatomica in esame, una sonda collegata all’apparecchiatura ecografica, in grado di produrre sezioni anatomiche fedeli delle strutture esaminate.

L’ecografia addome inferiore non è invasiva e non comporta rischi per chi vi si sottopone.

Norme di preparazione 

L’ecografia addome inferiore deve essere eseguita a vescica distesa.

Il paziente viene quindi invitato a bere circa mezzo litro di acqua 2 ore prima dell’esame e a non andare in bagno prima della sua esecuzione.

Controindicazioni 

Nessuna

È l’esame più adatto a rilevare la presenza di noduli, definirne morfologia, dimensione, struttura e valutare ulteriori alterazioni a carico della ghiandola tiroidea.

A che cosa serve?

L’ecografia della tiroide o tiroidea è in grado di fornire informazioni precise su anatomia e vascolarizzazione della tiroide e rappresenta un passo fondamentale nella diagnostica e nel follow up terapeutico delle più importanti forme patologiche della tiroide; tra queste spiccano i tumori maligni differenziati che, fortunatamente, coprono una percentuale molto bassa delle patologie tiroidee.

In assenza di un nodulo rilevabile alla palpazione, l’ecografia tiroidea va eseguita nei soggetti in cui vi sia un sospetto di tireopatia, cioè di una patologia legata alla tiroide, o se esistano fattori di rischio genetico o ambientale per lo sviluppo di una patologia di tale natura.

L’ecografia della tiroide o tiroidea fornisce inoltre misure oggettive del volume della tiroide e delle lesioni in essa contenute ed è in grado di evidenziare elementi di malignità e selezionare le lesioni da sottoporre ad agobiopsia mirata mediante ago sottile.

Permette la valutazione degli spazi anatomici cervicali superficiali e profondi, lo studio dell’anatomia e della morfologia dei principali organi del collo (tiroide e paratiroidi, linfonodi profondi, grossi vasi arteriosi e venosi, ghiandole salivari sottomandibolari e parotidi, ecc.).

Come si svolge?

Il paziente viene valutato in posizione supina. Dopo aver applicato una piccola quantità di gel sulla pelle del paziente, il medico radiologo appoggia e muove, sulla parte anatomica in esame, una sonda collegata all’apparecchiatura ecografica, in grado di produrre sezioni fedeli delle strutture anatomiche esaminate.

L’esame non è invasivo e non comporta rischi per il paziente.

Norme di preparazione dell’ecografia del collo

L’ecografia del collo non necessita di alcuna preparazione specifica.

Controindicazioni all’ecografia del collo

Non esistono controindicazioni all’ecografia del collo.

L’ecografia muscolo-tendinea è in grado di indagare tutte le patologie a carico dei muscoli o dei tendini. È un esame particolarmente indicato in caso di stiramenti e sospetti strappi muscolari, contusioni, tendiniti (a: gomito, ginocchio, piede, mano, spalla, polso, caviglia, tendine di Achille), cisti, borsiti, ematomi sottocutanei o intramuscolari.

Norme di preparazione 

Prima dell’ecografia muscolo-tendinea andranno rimosse eventuali medicazioni o fasciature presenti in corrispondenza della zona da esaminare.

L’ecografia articolare è in grado di indagare con discreta precisione i tessuti molli e le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti).

Norme di preparazione 

Prima dell’ecografia muscolo-tendinea andranno rimosse eventuali medicazioni o fasciature presenti in corrispondenza della zona da esaminare.

Consente di verificare le dimensioni e la morfologia della prostata, la ghiandola che arricchisce il liquido seminale di componenti essenziali.

Lesioni o formazioni anomale sono ricercate attraverso una sonda ecografica lubrificata che viene inserita nell’ampolla rettale del paziente. Attraverso l’emissione di onde sonore ad alta frequenza, non udibili dall’orecchio umano e del tutto innocue per la salute, si formano immagini che vengono visualizzate su uno schermo apposito.

A che cosa serve?

E’ utile per valutare lo stato di salute della prostata quando si presentano disturbi o sintomi sospetti (come diminuzione del getto urinario, difficoltà a urinare o minzione frequente, infertilità); verificare dubbi derivanti dall’esplorazione rettale eseguita nel corso di una visita urologica; effettuare una diagnosi precoce di tumore alla prostata (affiancando all’ecografia anche una biopsia attraverso cui prelevare campioni da analizzare successivamente al microscopio); verificare la risposta a una terapia medica intrapresa per risolvere disturbi minzionali.

Come si svolge?

Durante l’esecuzione dell’ecografia prostatica transrettale a il paziente è sdraiato sul fianco destro, con le cosce flesse verso il petto. Prima di introdurre la sonda, il medico effettua un’esplorazione con il proprio indice per verificare che non vi siano controindicazioni all’esame. L’esame non è pericoloso né doloroso

Norme di preparazione 

Prima di eseguire l’ecografia prostatica transrettale non è necessario il digiuno. L’esame richiede però che l’ampolla rettale sia completamente vuota. Per questo 3-4 ore prima dell’esame può essere praticato un clistere. In alternativa, la sera prima o la mattina stessa, è possibile utilizzare una supposta di glicerina.

L’esame va invece eseguito a vescica piena, per cui è consigliabile, nell’ora che precede l’ispezione, bere almeno un litro di acqua non gassata e trattenere le urine.

Controindicazioni 

Costituisce una controindicazione all’esecuzione dell’ecografia prostatica transrettale la presenza di emorroidi sanguinanti o di ragadi anali.

Utilissima per studiare la ghiandola mammaria ed eventuali sue alterazioni patologiche.

Si tratta di un esame che viene eseguito dopo altri esami, quali la palpazione e la mammografia. Se nel corso della auto palpazione si sono riscontrati dei noduli, si procede con l’ecografia al fine di eliminare il dubbio diagnostico.

E’ consigliata alle donne dopo i 40 anni ad intervalli regolari tra due mammografie.

A cosa serve?

E’ un esame importante per la diagnosi delle malattie della mammella: patologie benigne come cisti, fibroadenomi, mastopatia fibrocistica e patologie maligne come i tumori. Le mammelle sono formate da una porzione ghiandolare (da cui possono aver origine eventuali neoplasie), da grasso e tessuto fibroso. Nelle donne giovani prevale la componente ghiandolare mentre con il progredire dell’età questa parte si riduce a favore della componente adiposa e fibrosa. È quindi un esame particolarmente indicato per le donne sotto i 40 anni.

Come si svolge?

Per eseguire l’ecografia mammaria, la paziente viene invitata a sdraiarsi su un lettino. Il senologo  spalma del gel sulla pelle della mammella allo scopo di rendere più scorrevole la sonda appoggiata al seno ed esegue scansioni perpendicolari e a raggiera su tutta la superficie da esaminare.

Norme di preparazione 

Non sono previste preparazioni specifiche per l’esecuzione dell’ecografia mammaria. L’invito per le pazienti è quello di portare con sé i risultati delle ultime ecografie o mammografie eseguite, così che il medico possa valutare eventuali anomalie rispetto al passato.

Controindicazioni 

L’ecografia mammaria non ha controindicazioni. L’emissione degli ultrasuoni necessaria per l’esecuzione dell’esame è innocua anche in situazioni di particolare sensibilità (come, ad esempio, le donne in stato interessante).

Consente di visualizzare su un monitor il feto contenuto nell’utero materno, attraverso l’utilizzo di una sonda che, appoggiata sull’addome della madre, indirizza sullo stesso feto onde sonore ad alta frequenza, del tutto innocue e non udibili dall’orecchio umano.

Si tratta di un esame sicuro, preciso e non invasivo.

Nel corso di una gravidanza normale devono essere eseguite almeno tre ecografie ostetriche, nel primo trimestre (in genere tra la 11a e la 13a settimana), nel secondo (a 19-22 settimane) e nel terzo trimestre (a 30-34 settimane). L’esame può essere ripetuto più volte, o eseguito in periodi differenti della gravidanza, su indicazione del medico.

Con la prima ecografia, chiamata anche “Office” ed eseguita a supporto della visita ostetrica, è possibile visualizzare il numero dei feti– verificando che si tratti o meno di un parto gemellare – l’attività del cuore del feto e i movimenti del feto stesso. In seguito all’esecuzione di questa ecografia il medico riesce a determinare il periodo esatto della gravidanza.

 Vi è poi l’ecografia, detta di “accrescimento”, utile soprattutto per verificare la crescita del feto, facendo riferimento agli stessi organi misurati nella “morfologica”, calcolandone anche il peso.

Nel caso in cui si registrino patologie della crescita, possono essere programmati controlli ecografici aggiuntivi, per monitorare l’andamento della gravidanza fino al termine ostetrico.

Lo stato di forma della donna che si sottopone all’ecografia ostetrica può influire sull’esito dell’esame: una donna gravida obesa rappresenta un fattore limitante importante all’esame ecografico, dal momento che la presenza di grasso in eccesso riduce la la sensibilità dell’indagine stessa.

Norme di preparazione 

Nessuna. 

Nei due giorni che precedono l’esecuzione di un’ecografia ostetrica, la futura mamma deve evitare di applicarsi creme e pomate sulla pancia, perché queste potrebbero rendere più difficoltosa la “lettura” da parte della sonda.

L’ecografia muscolo-tendinea è in grado di indagare tutte le patologie a carico dei muscoli o dei tendini. È un esame particolarmente indicato in caso di stiramenti e sospetti strappi muscolari, contusioni, tendiniti (al gomito, ginocchio, piede, mano, spalla, polso, caviglia, tendine di Achille), cisti, borsiti, ematomi sottocutanei o intramuscolari.

Norme di preparazione 

Prima dell’ecografia muscolo-tendinea andranno rimosse eventuali medicazioni o fasciature presenti in corrispondenza della zona da esaminare.

L’ecografia articolare è in grado di indagare con discreta precisione i tessuti molli e le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti).

Norme di preparazione 

Prima dell’ecografia muscolo-tendinea andranno rimosse eventuali medicazioni o fasciature presenti in corrispondenza della zona da esaminare.

ECO-COLOR DOPPLER

E’ un’ecografia che prende il nome dal suo principio fisico di funzionamento, l’effetto Doppler. In campo medico rivela la velocità del flusso sanguigno tramite il riflesso di un segnale di ultrasuoni emesso da una sonda esterna applicata sopra un vaso sanguigno. Trattandosi di onde sonore, è completamente innocuo. E’ una metodica in utilizzo da oltre trent’anni e, come l’ecografia, è uno strumento diagnostico affidabile, non invasivo, indolore, innocuo, preciso che non richiede particolare preparazione al paziente.

L’esame viene eseguito dal Chirurgo Vascolare.

1)Eco- color doppler venoso

E’ una metodica diagnostica non invasiva che permette di visualizzare i principali vasi sanguigni e studiare il flusso ematico al loro interno. È un esame che non reca alcun dolore o fastidio.

A che cosa serve?

L’eco-color doppler venoso è utilizzato principalmente per lo studio e il monitoraggio delle patologie vascolari come stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose.

Come si svolge?

Per eseguire l’Eco-color doppler venoso il paziente viene fatto stendere su un lettino e sulla parte del corpo da esaminare viene spalmato un gel, che dà una lieve sensazione di freddo, al fine di eliminare le bolle d’aria e permette alla sonda di scorrere meglio sulla pelle del paziente.

La sonda viene quindi appoggiata sulla zona da esaminare così da ottenere sullo schermo collegato le immagini che serviranno a stendere la diagnosi.

Norme di preparazione

Nel caso in cui la zona da sottoporre ad indagine sia l’addome è necessario che il paziente sia a digiuno da 5/6 ore.

Controindicazioni 

Nessuna

L’esame viene eseguito dal Chirurgo Vascolare.

E’ un esame strumentale utilizzato per studiare e monitorare i vasi sanguigni (arterie e vene) che nutrono le strutture del capo, e per la diagnosi delle malattie cerebrovascolari. 

A che cosa serve ?

Permette di studiare la morfologia e le dimensioni dei vasi, riconoscere le lesioni aterosclerotiche (placche), il conseguente grado di  stenosi e il loro evolversi e viene effettuato per escludere la presenza di trombosi venose.

L’eco-color doppler fornisce immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi e arteriosi evidenziando anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi consentendo di valutarne con precisione l’entità.

L’esame viene richiesto dagli specialisti per l’inquadramento di un paziente a seguito di ictus o TIA (attacco ischemico transitorio), e per la diagnosi di aneurisma. Viene utilizzato anche per lo screening di pazienti con fattori di rishio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, fumo, ecc.).

Come si svolge?

L’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA) non comporta alcun disturbo per il paziente e si svolge come una qualsiasi ecografia.

Non è necessaria alcuna preparazione e non ha alcuna controindicazione.

L’esame viene eseguito dal Chirurgo Vascolare.

L’eco-color doppler grossi vasi addominali viene utilizzato principalmente per lo studio e il monitoraggio delle patologie vascolari come stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose ai grossi vasi sanguigni addominali che spesso si sviluppano senza fornire particolari sintomi. Per questo è importante sottoporsi a questo esame attorno ai 60 anni, anche se non si accusano disturbi.

Come si svolge?

Nello svolgimento dell’eco- color doppler grossi vasi addominali, il paziente viene fatto stendere su un lettino e sulla parte del corpo da esaminare viene spalmato un gel, che dà una lieve sensazione di freddo, al fine di eliminare le bolle d’aria e permette alla sonda di scorrere in modo più fluido sulla pelle del paziente in corrispondenza dell’organo da esaminare.

Norme di preparazione 

Dal momento che la zona da sottoporre a eco-color doppler è quella addominale, è necessario che il paziente sia a digiuno da 5/6 ore perché i vasi addominali sono posti nelle vicinanze dell’intestino che, se non vuoto e privo d’aria, può impedire la giusta visione sullo schermo dell’apparecchio ecografico.

Controindicazioni 

L’eco-color doppler grossi vasi addominali è un esame che non reca alcun dolore o fastidio e che non presenta alcun tipo di controindicazione.

L’esame viene eseguito dal Chirurgo Vascolare.

L’eco-color doppler arterioso è utilizzato principalmente per lo studio e il monitoraggio delle patologie vascolari come stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose.

Come si svolge?

Per eseguire l’ eco-color doppler il paziente viene fatto stendere su un lettino e sulla parte del corpo da esaminare viene spalmato un gel denso, che dà una lieve sensazione di freddo, al fine di eliminare le bolle d’aria. La sonda viene quindi appoggiata sulla zona da esaminare così da ottenere sullo schermo collegato le immagini che serviranno a stendere la diagnosi.

Norme di preparazione  

Nel caso in cui la zona da sottoporre a eco-color doppler sia l’addome è necessario che il paziente sia a digiuno da 5/6 ore.

L’esame viene eseguito dal Chirurgo Vascolare.

E’ un esame che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la ricostruzione e la visualizzazione del cuore su di uno speciale computer (ecocardiografo).

In questo modo è possibile visualizzare le camere cardiache, misurare le loro dimensioni, valutare la funzione di pompa del cuore e lo stato delle valvole cardiache. Con questo esame s’individuano quasi tutte le malattie cardiache e la loro evoluzione può essere seguita nel tempo. Queste informazioni sono rilevanti anche nei pazienti affetti da un’ aritmia cardiaca. 

Come si svolge?

L’eco-color doppler cardiaco a riposo si svolge come una normale ecografia che ha come oggetto il cuore. Il paziente viene invitato a sdraiarsi su un lettino e il medico fa scorrere sul petto, all’altezza del cuore, una sonda dopo avere spalmato un po’ di gel sul suo torace. Si tratta di un esame non pericoloso, non doloroso e del tutto non invasivo.

Norme di preparazione e controindicazioni

Nessuna

L’esame è eseguito dal cardiologo

L’Holter pressorio o “Monitoraggio non invasivo della pressione arteriosa” (MAPA) delle 24 ore. È un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 la pressione arteriosa.

A che cosa serve?

L’Holter pressorio è uno strumento importante per verificare l’esistenza di ipertensione arteriosa, instabile, ipertensione in terapia farmacologica, la cosiddetta “ipertensione da camice bianco”, di natura emotiva, dovuta allo stato di agitazione derivato da situazioni stressogene; sintomi associabili a sbalzi di pressione.

L’holter pressorio è utilizzato anche per monitorare gli atleti nel corso della loro attività sportiva.

Come si svolge ?

Per lo svolgimento dell’esame dell’holter pressorio, al paziente viene consegnato un apparecchio che dovrà essere indossato per un’intera giornata, così da registrare automaticamente, ogni 15 minuti di giorno e ogni 30 minuti di notte, la sua pressione.

Il paziente nel contempo deve annotare ogni dato che possa essere considerato utile al test (attività svolta, sintomi, disturbi, fattori di stress). Trascorse 24 ore, il paziente ritorna al centro per togliere l’apparecchio che ha registrato i dati che saranno analizzati dal cardialogo e con i quali elaborerà la diagnosi clinica.

Norme di preparazione dell’holter pressorio

Quando si esegue l’Holter pressorio, si consiglia di trascorrere una giornata tipo, così da registrare le comuni reazioni alle azioni svolte d’abitudine.

Controindicazioni all’holter pressorio

Nessuna

Holter cardiaco o  elettrocardiogramma dinamico

E’ un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore.

A che cosa serve ?

L’holter cardiaco è uno strumento importante nello studio di tutte le aritmie e di sintomi quali il cardiopalmo, le vertigini, le perdite di coscienza. Talora è utile anche nelle condizioni di un difettoso apporto di sangue al cuore (ischemia) o di dolore toracico di natura da definire.

Come si svolge?

L’holter cardiaco si effettua attraverso un apparecchio che registra per almeno 24 ore l’attività elettrica del cuore. Al paziente vengono applicati sul torace alcuni elettrodi collegati all’apparecchio portatile (un piccolo registratore a batteria), che il paziente indosserà per il periodo prefissato dal medico, di giorno e di notte, così da registrare in modo continuativo, e durante l’espletamento delle normali attività quotidiane, il suo elettrocardiogramma.

Al termine il paziente deve recarsi nuovamente in Poliambulatorio per rimuovere gli elettrodi e consegnare l’apparecchio contenente i suoi dati che il medico analizzerà per determinare una diagnosi e studiare eventuali patologie cardiache.

Durata dell’holter cardiaco

Nell’holter cardiaco, la rilevazione dell’attività elettrica del cuore può durare dalle 24 ore a un’intera settimana a seconda della prescrizione del medico.

Norme di preparazione

Durante la registrazione dell’holter cardiaco il paziente deve eseguire la sua attività quotidiana senza limitazioni, ponendo solo cura al fatto che gli elettrodi adesivi non si stacchino dalla pelle per movimenti eccessivi.

La preparazione e le istruzioni per effettuare l’esame sono fornite dal personale infermieristico.

La refertazione è eseguita dal cardiologo.

Controindicazioni 

Nessuna

ECG

Che cos’è l’elettrocardiogramma?

L’elettrocardiogramma è un esame non invasivo e indolore che permette la registrazione e la rappresentazione grafica dell’attività elettrica del cuore. Si registrano così le contrazioni e rilasciamenti con cui il muscolo cardiaco svolge la sua attività di pompaggio del sangue.

A che cosa serve ?

L’elettrocardiogramma può essere eseguito a riposo (standard), con il paziente sdraiato sul lettino, o sotto sforzo, con il paziente che pedala su una cyclette.

L’elettrocardiogramma standard consente di misurare il ritmo del cuore, alla ricerca di eventuali aritmie, e l’eventuale aumento della dimensione delle camere cardiache. Con l’elettrocardiogramma sotto sforzo si possono invece individuare patologie cardiache latenti.

Come si svolge ?

Per eseguire l’elettrocardiogramma vengono applicate sulla pelle alcune speciali elettrodi adesivi  collegati attraverso fili elettrici a un apparecchio chiamato elettrocardiografo.

Elettrodi e fili captano e trasmettono l’attività elettrica generata dal cuore all’elettrocardiografo che, a sua volta, la elabora e la stampa su carta sotto forma di un tracciato grafico (elettrocardiogramma).

Norme di preparazione 

Nessuna. Nel caso di pz molto peloso al fine di permettere una buona aderenza dell’elettrodo potrebbe rendersi necessario la depilazione dell’area (caviglie e petto).

Controindicazioni 

L’esecuzione dell’elettrocardiogramma standard non ha controindicazioni. 

ECG sotto sforzo, Test da sforzo, ECG con cicloergometro

E’ un esame che prevede l’esecuzione di un  elettrocardiogramma mentre il paziente esegue uno sforzo controllato e di intensità graduale, così da registrare le reazioni che avvengono a livello di cuore in questa particolare situazione.

Lo sforzo effettuato produce infatti un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, determinando una maggiore richiesta di sangue da parte del cuore, che deve affrontare per questo una situazione di lavoro di maggiore intensità.

A che cosa serve?

Il test da sforzo serve per valutare eventuali disturbi e/o modificazioni dell’elettrocardiogramma prodotti dallo sforzo. Nei pazienti con cardiopatia ischemica, nota o sospetta, questo esame fornisce soprattutto informazioni relative al corretto flusso di sangue attraverso le coronarie, i vasi sanguigni che irrorano il cuore.

In ambito aritmologico, il test da sforzo è utile per valutare il comportamento della frequenza cardiaca, della conduzione atrio-ventricolare e di eventuali aritmie atriali o ventricolari durante uno sforzo.

Come si svolge?

Sul petto del paziente vengono applicati degli elettrodi, piccoli dischi metallici collegati a fili connessi a loro volta a un monitor, sul quale vengono visualizzati i battiti cardiaci. Il paziente viene poi invitato a pedalare su una cyclette mentre il medico tiene sotto controllo le reazioni del suo cuore.

Durata del test da sforzo

Il test da sforzo ha una durata di circa 20 minuti.

Norme di preparazione

Per il corretto svolgimento del test da sforzo, si consiglia al paziente di indossare abbigliamento comodo (tuta e scarpe da ginnastica). Per le donne l’uso di un reggiseno senza ferretto. Il pasto che precede il test deve essere effettuato privilegiando cibi leggeri.

Controindicazioni del test da sforzo

Il test da sforzo è controindicato per i pazienti che denunciano una grave insufficienza cardiaca.

L’esame è eseguito dal cardiologo o dal Medico di medicina dello Sport (livello agonistico).

SPIROMETRIA

E’ un esame che analizza la funzione respiratoria, che viene eseguita da personale sanitario con l’ausilio di uno strumento chiamato spirometro. Si tratta di una procedura semplice e non invasiva.

A cosa serve?

E’ utile per diagnosticare le patologie delle vie aeree e dei polmoni che in genere determinano problemi respiratori. Il risultato dell’esame determina il grado di funzionalità dell’apparato respiratorio, sia in situazione normale che a seguito del trattamento di una patologia respiratoria.

Come funziona?

L’esame dura pochi minuti, durante i quali il personale sanitario chiederà al paziente di effettuare una serie di manovre respiratorie attraverso un boccaglio. Solitamente, il risultato dell’esame viene fornito al termine della seduta stessa.

Norme di preparazione?

Per sottoporsi alla spirometria non è necessaria alcuna preparazione specifica. Se il paziente assume farmaci per patologie respiratorie, in particolare broncodilatatori, dovrà chiedere al medico che prescrive l’esame se la terapia deve essere sospesa: l’esame può essere infatti richiesto proprio per la risposta ad una terapia specifica.

Quali pazienti possono effettuare la spirometria?

Data la scarsa invasività della procedura, esistono poche controindicazioni alla sua esecuzione e vengono valutate dal medico.

L’esame può essere svolto a qualsiasi età, a condizione che il paziente sia in grado di eseguire le semplici procedure necessarie.

La spirometria è dolorosa o pericolosa?

La spirometria non è dolorosa e non comporta alcun pericolo per chi si sottopone all’esame.

L’esame fa parte degli accertamenti necessari per il rilascio dell’idoneità per la pratica sportiva agonistica. 

L’esame fa parte degli esami strumentali nell’ambito della Medicina dello Sport per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva a livello agonistico.

Può far parte integrante della visita effettuata dal Pneumologo qualora lo ritenesse necessario.

E’ una procedura ambulatoriale di prelievo citologico (cioè di materiale cellulare o piccole quantità di liquido) che viene eseguito dal Medico specialista in endocrinologia, utilizzando la   guida ecografica, mediante l’inserimento di un ago molto sottile all’interno del nodulo tiroideo.

L’esame viene eseguito senza anestesia e può provocare solo un leggero fastidio ma sostanzialmente è indolore. Il materiale estratto con l’agoaspirato viene strisciato su vetrini e inviato al Laboratorio per l’analisi al microscopio delle cellule prelevate.

Il referto viene rilasciato mediamente dopo 10 gg dal prelievo.

A che cosa serve?

Viene eseguito quando è necessario cooscere la natura dei noduli presenti sulla tiroide ed in  particolare a escludere la presenza di una patologia tumorale. È generalmente consigliato (dal radiologo o dall’endocrinologo) a tutti quei pazienti che presentano:

  • noduli sospetti alla valutazione morfologica ecografica
  • noduli singoli, in particolare se di elevata consistenza alla palpazione
  • noduli tiroidei di grandi dimensioni
  • tumefazioni linfonodali sospette.
  • Come si svolge?

Il paziente viene fatto sdraiare in posizione supina sul lettino ecografico, con il capo esteso.

Dopo la disinfezione cutanea, viene posizionata la sonda ecografica con cui sarà possibile seguire l’avanzamento dell’ago fino al bersaglio (il nodulo) prescelto. Il medico prelevatore procede quindi con l’introduzione dell’ago, montato su una siringa che consente l’aspirazione delle cellule tiroidee, in seguito studiate dal patologo.

Norme di preparazione 

Nessuna in particolare. Per il paziente che effettua terapia con anticoagulanti si rende necessaria la sospensione come da indicazioni fornite dal proprio medico curante.

E’ un esame dermatologico che permette la mappatura dei nei attraverso l’utilizzo del dermatoscopio. Non è un esame invasivo o pericoloso per il paziente.

A chi si rivolge l’esame dei nei ?

L’esame dei nei in epiluminescenza è rivolto a tutti, in particolare ai pazienti che presentino un alto numero di nei atipici e di nei congeniti di grandi dimensioni e che abbiano in famiglia uno o più casi di melanoma. L’esame non essendo invasivo o dolorosa dovrebbe rientrare nell’ambito dei percorsi di prevenzione alla salute e soprattutto essere eseguito, in casi di familiarità con patologie dermatologiche, prima e dopo l’estate. 

A cosa serve ?

L’esame dei nei in epiluminescenza è  un controllo indicato dal dermatologo in base alle caratteristiche e ai fattori di rischio del paziente è consigliato dal dermatologo  nei singoli casi specifici, per esempio casi di melanoma in famiglia, per caratteristiche particolari della cute, per la presenza di fattori di rischio e per la presenza di un numero elevato di nevi. 

Come si svolge?

L’esame dei nei in epiluminescenza si basa sull’utilizzo di un dermatoscopio, che viene appoggiato sui nei. In questo modo il dermatologo può osservare le caratteristiche microscopiche dei nei invisibili a occhio nudo. Registrarne colore, forma e dimensione e archiviare le immagini nei casi dubbi in modo da permettere un confronto a distanza di tempo e formulare così una corretta diagnosi.

L’esame è svolto dal Dermatologo

PREPARARSI AL PAP TEST

Astensione dai rapporti nelle 48 ore precedenti al test ed evitare l’inserimento all’interno della vagina di ovuli, soluzioni intime, gel, schiume ecc. nelle 12 ore precedenti.

Questi prodotti potrebbero, infatti, alterare il risultato del test, rendendolo meno attendibile.

E’ preferibile non eseguire il prelievo durante il ciclo mestruale e nei giorni immediatamente successivi; il periodo consigliabile è attorno alla metà del ciclo.

Evitare, la sera prima dell’esame, il bagno in vasca;

che le perdite ematiche mestruali siano terminate da almeno tre giorni;

astenersi da rapporti sessuali la sera precedente l’esame;

non eseguire irrigazioni vaginali nelle 24 ore precedenti l’esame; la mattina dell’esame lavarsi l’area genitale solo con acqua;

aver sospeso terapia antimicrobica ed antimicotica, orale e/o locale, da almeno 4 giorni;

È bene non eseguire lavande vaginali interne nelle 24 ore precedenti il tampone, né utilizzare specifiche creme vaginali.

L’assunzione di qualsiasi terapia antibiotica va sospesa almeno 7 giorni prima dell’esame.

ESAME COLTURALE DELLE URINE

E’ preferibile raccogliere l’urina della prima minzione del mattino

Eseguire un’accurata pulizia dei genitali solo con acqua e sapone;

Salvo diverse indicazioni del curante non raccogliere la prima parte del getto di urina, continuare poi ad urinare direttamente nel contenitore sterile (che può essere ritirato gratuitamente in laboratorio) che va aperto subito prima della raccolta facendo attenzione a non toccarlo nell’interno

Nel caso in cui le urine non possano essere consegnate subito dopo il prelievo, si raccomanda di conservarle in frigorifero. E’ preferibile effettuare l’esame colturale delle urine quando non sono in corso terapie con antibiotici o comunque siano sospese da almeno 4 giorni (dieci in caso di assunzione di azitromicina), salvo diversa indicazione del medico curante; si prega di informare il laboratorio della eventuale terapia in corso.

RACCOLTA DELLE URINE DELLE 24 ORE

Al mattino non raccogliere le prime urine ma gettarle; controllare l’orario e raccogliere poi tutta la quantità di urina della giornata e della nottata seguente. L’ultimo campione va dunque raccolto il mattino successivo a quello di inizio della raccolta, alla stessa ora in cui fu gettata la prima urina. Il contenitore può essere ritirato presso il laboratorio o acquistato in farmacia.

Raccogliere le urine delle 24 ore: al mattino non raccogliere le prime urine ma gettarle; controllare l’orario e raccogliere poi tutta la quantità di urina della giornata e della nottata seguente. L’ultimo campione va dunque raccolto il mattino successivo a quello di inizio della raccolta, alla stessa ora in cui fu gettata la prima urina. Il contenitore può essere ritirato presso il laboratorio o acquistato in farmacia.

Nei tre giorni precedenti la raccolta evitare carne, pesce e cacciagione.

CATECOLAMINE URINARIE TOTALI O FRAZIONATE

Raccogliere le urine delle 24 ore (vedi istruzioni precedenti). Nei tre giorni precedenti la raccolta sospendere l’ assunzione dei farmaci contenenti L.Dopa, anti Mao, tetracicline, decongestionanti nasali, amfetamine su consenso del curante, e di alimenti quali banane, frutta secca, caffè, vaniglia. Evitare sforzi fisici.

  • RACCOLTA URINE PER ACIDO VANILMANDELICO URINARIO

Raccogliere le urine delle 24 ore (vedi istruzioni precedenti). Nei tre giorni precedenti la raccolta sospendere le assunzione di alimenti quali banane, frutta secca, cioccolato, vaniglia. Evitare sforzi fisici.

  • RACCOLTA URINE PER CALCIURIA, FOSFATURIA

Raccogliere le urine delle 24 ore (vedi istruzioni precedenti).E’ bene fare uso di un contenitore nuovo o lavato con acqua distillata. Nei tre giorni precedenti uso di latte e latticini in quantità limitata.

  • RACCOLTA URINE PER ESAME CITOLOGICO.

Per tre mattine possibilmente consecutive raccogliere un campione di urine (preferire la parte del getto urinario intermedia o finale) in un contenitore del tipo per esami colturali (che può essere acquistato in farmacia o ritirato gratuitamente in laboratorio). Ogni campione va consegnato al laboratorio nel giorno stesso della raccolta, per evitare alterazioni delle cellule da esaminare. Evitare di introdurre nel contenitore materiale salivare.

RICERCA DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI

Raccogliere il campione di feci in un contenitore pulito ed asciutto (può essere ritirato gratuitamente in laboratorio). In caso di feci composte è’ preferibile scegliere la parte interna del cilindro fecale.

Si consiglia di non eseguire il test durante il periodo mestruale.

In caso di diarrea si consiglia, se possibile, di rinviare l’esecuzione del test.

ll campione va raccolto in contenitore preferibilmente sterile (può essere ritirato gratuitamente in laboratorio); il campione si può ottenere con tampone ano-rettale (di solito nei bambini). Se il campione non può essere consegnato entro 4 ore può essere mantenuto in frigorifero (non oltre le 24 ore).

Si consiglia di non effettuare la ricerca su di un solo campione ma almeno su tre campioni raccolti in giorni consecutivi o alterni (per la Giardia preferire 5 campioni a giorni alterni). Prelevarne più punti con la spatola presente sul tappo del contenitore (che può essere ritirato gratuitamente in laboratorio). Portare il campione in laboratorio o conservarlo in frigo al massimo per 48 ore. Evitare lassativi, antibiotici, antidiarroici se possibile. Utile limitare nei giorni dell’esame l’uso di legumi, frutta anche secca, verdura e banane.

Si consiglia di non effettuare la ricerca su di un solo campione ma almeno su tre campioni raccolti in giorni consecutivi o alterni.  Al risveglio porre due tratti di scotch a destra ed a sinistra sulla mucosa perianale facendolo aderire o con l’aiuto di un manico di un cucchiaio o premendo con il pollice per circa 20 secondi. Far aderire i due tratti di scotch su due diversi vetrini (che possono essere ritirati in laboratorio), e incartarli. Lavarsi bene le mani. Conservare in frigo. Possono essere consegnati tutti contemporaneamente

Per l’indagine su bambino: posizionare lo scotch alla sera e lasciarlo in area tutta la notte.

RACCOLTA DELL’ESPETTORATO PER ESAME CITOLOGICO

Al risveglio: eliminare il primo espettorato del mattino; lavarsi i denti con delicatezza; prima di fare colazione espettorare con decisione in un contenitore (del tipo per esame colturale che può essere acquistato in farmacia o ritirato gratuitamente in laboratorio) contenente alcool denaturato che dovrà coprire il campione raccolto. Ripetere l’operazione per tre mattine consecutive ogni volta in un recipiente nuovo. Si possono consegnare i tre recipienti tutti assieme dopo l’ultima raccolta

RACCOLTA DELL’ ESPETTORATO PER LA RICERCA DELL’ASBESTO E/O DEI SIDEROLITI

In caso di espettorazione abbondante, procedere come per la raccolta per esame citologico dell’espettorato. In caso di scarsa espettorazione, su prescrizione del medico curante assumere per tre giorni un medicinale con funzioni espettoranti. Procedere successivamente come per la raccolta per esame citologico dell’espettorato, facendo però precedere il momento della raccolta da due/tre respiri profondi (espettorando poi come detto con decisione).

PSA TOTALE /PSA LIBERO RAPPORTO TRA PSA TOTALE E PSA LIBERO

E’ consigliato l’astenersi da rapporti sessuali la sera precedente il prelievo e nei dieci giorni precedenti non aver effettuato esplorazioni rettali ecografie trans-rettali o colonscopie.

Il campione deve essere consegnato entro ½ ora dalla raccolta. Osservare un periodo di astinenza di almeno tre giorni e non superiore ai sei giorni;

Praticare accurata pulizia dei genitali e delle mani prima della raccolta del liquido seminale;

Usare per la raccolta del liquido seminale solo contenitori sterili del tipo per urinocoltura evitando accuratamente di toccare l’interno del contenitore una volta aperto;

La raccolta del liquido seminale si attua tramite masturbazione; eiaculando (emissione del liquido seminale) direttamente nel contenitore; svuotando l’uretra con leggera compressione del pene dalla radice verso la punta al termine dell’eiaculazione;

Evitare assolutamente l’uso di preservativi, del coito interrotto od altri sistemi di raccolta che possano alterarne le caratteristiche;

Non consegnare raccolte incomplete del campione;

Il contenitore non deve essere esposto a temperature inferiori a 25° C e non superiori a 37° C (è sufficiente conservare il contenitore nella tasca della giacca);

Sul contenitore (non sul suo coperchio) devono essere indicati: nome, cognome, data e ora della raccolta;

La raccolta del liquido seminale può avvenire anche presso l’ambulatorio che mette a disposizione un apposito locale;

Il mancato rispetto dei punti precedenti rende l’esame meno attendibile;

Si ricorda che non devono essere stati assunti antibiotici da almeno 10 giorni e che devono essere segnalati tutti i farmaci eventualmente assunti di recente o in modo continuativo;

Produrre una copia dell’ultimo esame eventualmente eseguito.

Astenersi da rapporti sessuali la sera precedente l’esame

aver sospeso qualsiasi terapia antibiotica e antimicotica locale o generale da almeno 4 giorni

non urinare per 3 ore prima dell’esame

E’ consigliabile un digiuno di circa 30 minuti; se possibile senza aver lavato i denti da circa 2 ore ed aver evitato l’uso di collutori orali nelle 8 ore precedenti. La terapia antibiotica deve essere sospesa da almeno 6 giorni.

E’ preferibile non pulire in alcun modo il condotto auricolare prima del prelievo. La terapia antibiotica deve essere sospesa da almeno 4 giorni (10 se si è assunta azitromicina).

LUNEDÌ 8.30 – 19.30

da MARTEDI’ a VENERDI’ 7.30 – 19.30

SABATO
7.30 – 12.30

ORARIO CENTRO PRELIEVI
MARTEDÌ – MERCOLEDÌ – GIOVEDÌ – VENERDI’ E SABATO
7.30 – 10.00

Tel e Fax: 0422 713466
Email: medical@centrolifeoderzo.it

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