A COSA SERVONO LE LACRIME?

Le lacrime non hanno solo il compito di “bagnare” gli occhi. Sono essenziali per:

  • proteggere e lubrificare la superficie oculare,
  • fornire ossigeno alla cornea,
  • contribuire alla nitidezza della vista,
  • svolgere un’azione antibatterica naturale.

Il film lacrimale è composto da tre elementi principali:

  • Fase acquosa (95%): prodotta dalla ghiandola lacrimale principale.
  • Fase lipidica: prodotta dalle ghiandole di Meibomio, che si trovano lungo i bordi delle palpebre.
  • Fase mucinosa: secreta dalle cellule della congiuntiva.

Durante il normale battito delle palpebre (circa 4-5 volte al minuto), le lacrime vengono distribuite uniformemente sull’occhio e, dopo aver svolto la loro funzione, drenano verso il naso e la gola. Una produzione lacrimale alterata, sia in quantità che in qualità, rende il film lacrimale instabile, portando a secchezza e infiammazione.

LE CAUSE DELL’OCCHIO SECCO E I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO

L’occhio secco può avere due principali cause:

  • Ridotta produzione di lacrime (forme iposecretive – circa il 20% dei casi).
  • Aumentata evaporazione delle lacrime (forme iperevaporative – circa l’80% dei casi), spesso causata da un malfunzionamento delle ghiandole di Meibomio.

I principali fattori di rischio sono:

  • Età avanzata: con l’invecchiamento, le ghiandole lacrimali si atrofizzano.
  • Sesso femminile: a causa della maggiore incidenza di squilibri ormonali (menopausa, gravidanza, terapie ormonali).
  • Malattie autoimmuni: come la sindrome di Sjögren, artrite reumatoide, lupus, sclerodermia.
  • Uso eccessivo di lenti a contatto o colliri con conservanti.
  • Blefarite e patologie dermatologiche come acne o rosacea.
  • Farmaci come antidepressivi, antistaminici, antipertensivi, contraccettivi, ansiolitici.

Anche le abitudini quotidiane possono influire: quando si lavora a lungo al computer o si guarda uno schermo per molte ore, si tende a sbattere meno le palpebre (anche solo 1-2 volte al minuto), compromettendo la distribuzione del film lacrimale. Questo peggiora ulteriormente la secchezza oculare e può portare a occlusione delle ghiandole palpebrali, con possibile formazione di calazi (infezioni localizzate).

TRATTAMENTI E STRATEGIE

1. Lacrime artificiali

Rappresentano la base della terapia, in commercio esistono colliri specifici per:

  • Forme iposecretive: si usano lacrime artificiali in monodose senza conservanti, ideali per non irritare ulteriormente l’occhio.
  • Forme iperevaporative: si preferiscono formulazioni ipotoniche e mucomimetiche, capaci di ripristinare la stabilità del film lacrimale.
  • L’acido ialuronico è uno dei componenti più efficaci e studiati.

2. Igiene palpebrale

Nei casi in cui è presente una blefarite, è fondamentale:

  • pulire le palpebre mattina e sera,
  • usare salviette o schiume detergenti oculari,
  • applicare impacchi caldi per liberare le ghiandole di Meibomio.

3. Terapia con luce pulsata

Un trattamento recente e non invasivo è la luce pulsata policromatica, che stimola la secrezione delle ghiandole palpebrali. In tre brevi sedute si può notare un netto miglioramento dei sintomi, soprattutto nelle forme evaporative più resistenti alle lacrime artificiali.

4. Tappi lacrimali

Nei casi più severi, si possono applicare dei pic

coli tappini (punctum plug) nei dotti lacrimali per ridurre il drenaggio delle lacrime naturali, aumentando così l’idratazione oculare.

IN CONCLUSIONE

La sindrome dell’occhio secco è una condizione spesso sottovalutata, ma molto diffusa e potenzialmente invalidante. Una diagnosi precoce e un trattamento personalizzato possono migliorare notevolmente il comfort visivo e la qualità della vita. Non trascurare i segnali che i tuoi occhi ti mandano: intervenire tempestivamente è la chiave per prevenire complicazioni.