Non sono la stessa cosa: scopri come riconoscere il tipo di stanchezza e scegliere il supporto più adatto.

Settembre porta con sé nuovi ritmi, impegni e responsabilità. Dopo settimane caratterizzate da orari più flessibili e momenti di relax, il ritorno alla routine può richiedere un po’ di tempo. E proprio in questa fase che possiamo avvertire stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonno poco regolare, irritabilità e una sensazione generale di fatica a ripartire.

La cosiddetta stanchezza da rientro è spesso legata al cambiamento delle abitudini e alla necessità di ritrovare gradualmente i propri ritmi. Prima di pensare a un integratore, però, è importante capire che tipo di stanchezza stiamo vivendo: è da qui che può partire la scelta tra un supporto tonico e uno adattogeno.

Tonici e adattogeni: non sono la stessa cosa

Quando ci sentiamo scarichi, facciamo fatica ad affrontare le giornate o percepiamo una riduzione della nostra vitalità, alcune piante toniche possono rappresentare un supporto. Tradizionalmente vengono utilizzate per sostenere l’organismo nei periodi di maggiore affaticamento e per favorire una sensazione di energia e vitalità.

Tra le piante tradizionalmente considerate toniche troviamo, ad esempio, eleuterococco, ginseng, guaranà, rodiola e alcune specie di Schisandra.

Pur appartenendo a categorie e avendo caratteristiche differenti, queste piante vengono utilizzate soprattutto quando la sensazione prevalente è quella di stanchezza e ridotta energia. Gli adattogeni, invece, sono piante alle quali viene attribuita la capacità di aiutare l’organismo ad affrontare meglio situazioni di stress e di maggiore richiesta, favorendo una risposta più equilibrata.

Il loro interesse nasce quindi non tanto dalla semplice ricerca di “energia”, quanto dal desiderio di sostenere l’organismo durante periodi particolarmente impegnativi.

Le principali piante adattogene

Tra le piante più conosciute in questo ambito troviamo ginseng, eleuterococco, rodiola, Schisandra e ashwagandha. Ognuna presenta caratteristiche proprie e non dovrebbe essere considerata semplicemente come una versione “più forte” di un tonico.

Il ginseng, ad esempio, è una delle piante tradizionalmente utilizzate nei periodi di stanchezza e maggiore impegno fisico o mentale. L’eleuterococco, noto anche come ginseng siberiano, viene tradizionalmente impiegato come sostegno nei momenti di affaticamento e quando l’organismo deve adattarsi a periodi particolarmente intensi.

  • La rhodiola è particolarmente interessante nei periodi caratterizzati da affaticamento associato a stress e intenso impegno mentale.
  • La Schisandra, tradizionalmente utilizzata nella medicina orientale, è un’altra pianta studiata per il suo possibile ruolo nel sostenere l’organismo durante situazioni di stress.
  • L’ashwagandha, infine, è una pianta della tradizione ayurvedica sempre più conosciuta anche in Occidente, soprattutto per il suo interesse nell’ambito della cultura gestione dello stress e del benessere generale.

Quale scegliere quando siamo stanchi?

La distinzione tra tonico e adattogeno è utile proprio perché la stanchezza può avere caratteristiche molto diverse.

  • Se prevale la sensazione di mancanza di energia, può essere più utile orientarsi verso un supporto tradizionalmente tonico.
  • Se invece la stanchezza si accompagna soprattutto a stress, tensione, difficoltà di concentrazione o alla sensazione di essere mentalmente sovraccarichi, può essere opportuno valutare una pianta con caratteristiche adattogene.

Questo non significa, però, che esista una pianta “migliore” in assoluto. Non esiste l’integratore giusto per tutti: la scelta deve tenere conto della persona, delle sue abitudini, del tipo di stanchezza e delle eventuali necessità specifiche.

È inoltre importante ricordare che naturale non significa automaticamente adatto a chiunque. Alcune piante possono avere controindicazioni, effetti indesiderati o interazioni con farmaci e altri integratori. Per questo, soprattutto in presenza di terapie condizioni particolari, è sempre consigliabile chiedere il parere del farmacista o del medico prima di iniziare l’integrazione.

Ripartire ascoltando il proprio organismo

Prima di cercare un aiuto per la stanchezza, è fondamentale partire dalle basi: sonno regolare, alimentazione varia ed equilibrata, adeguata idratazione, movimento e momenti di recupero sono elementi essenziali per affrontare la ripresa.

Un integratore può eventualmente rappresentare un supporto, ma non sostituisce uno stile di vita corretto. E soprattutto non dovrebbe essere scelto semplicemente perché “serve energia”.

Raccontaci come ti senti. Sei fisicamente scarico? Ti senti sotto pressione? Fai fatica a concentrarti? Dormi male e fai fatica a recuperare? Capire la natura della propria stanchezza è il primo passo per individuare, insieme al farmacista, il supporto più adatto.

Settembre è il momento di rimettersi in moto, ritrovare i propri ritmi e affrontare con energia i nuovi impegni. Passa in farmacia e raccontaci come ti senti: saremo felici di ascoltarti e aiutarti a individuare il supporto più adatto alle tue esigenze.

In occasione della ripartenza di settembre e del Back to School, ti aspettano inoltre diverse promozioni dedicate pensate per accompagnarti in questo nuovo inizio.

VIENI A TROVARCI IN FARMACIA LIFE: RIPARTIAMO INSIEME, CON IL SUPPORTO GIUSTO PER TE